martedì 25 ottobre 2011

Colombia : Tribunale Simbolico emette sentenza contro la violenza sessuale.

Esperte internazionali e conflitto armato in Colombia

Le "giudici" hanno accusato lo Stato di non adempiere agli obblighi internazionali sottoscritti dell'"assenza di mezzi di protezione contro la violenza sessuale e la mancanza di indagini,perseguimento e punizione di questi crimini". La Sentenza è stata inoltrata ai rappresentanti statali.


L'incontro si è svolto a Bogotà, precisamente nell'Auditorio Virginia Gutiérrez de Pineda (1) presso l'Università Nazionale. Organizzato dalla Corporación Humanas e con la partecipazione e sostegno delle varie organizzazioni; l'atto aveva tra gli obiettivi - secondo la Direttora della Corporacion, Cecilia Barraza " denunciare lo Stato,che ha tardato nell'adempimnto dei suoi obblighi".

I casi presentati, sette in totale (2)denunciavano la violenza sessuale contro le donne, che all'interno di questo contesto è perpetrata dai differenti attori armati, inclusi sia agenti di Stato, sia paramilitari e guerriglieri. In ciascuno di essi l'impunità del delitto era un fatto, anche nei casi in cui sono stati riconosciuti colpevoli. Le negligenze rilevate in questo processo sono varie: rifiuto di ricevere le denunce  delle donne,la negazione alla vittima del suo diritto alla giustizia, la negazione all'assistenza medica,il mancato adempimento delle responsabilità da parte delle istituzioni statali, come la Procura che non attua le indagini, pone in essere risoluzioni inibitorie, archivia i processi e,  tra le altre cose, non  include la violazione del diritto delle donne nei suoi registri.

Una violazione sistematica non riconosciuta dallo Stato

Le donne, in un contesto di conflitto armato, presentano maggiori vulnerabilità e, quindi, c'è la necessità di un'analisi differenziata della gravità di questo crimine. La violenza sessuale contro le donne da parte dei gruppi armati è una strategia di guerra generalizzata e, pertanto, accettata e naturalizzata. Socio-culturalmente non si tratta solamente di un crimine di guerra,ma costituisce crimini di lesa umanità. La violenza sessuale contro le donne nel conflitto armato è utilizzata per dominare, imporre il controllo sociale, ottenere informazioni, conformare,"punire" colpire l'onore degli avversari, enfatizzare la supremazia, ecc.

Questa violenza può raggiungere forme estreme  di svolgimento: torture, schiavitù sessuale, omicidi, smembramenti, mutilazioni sessuali, stupri, nudità e palpeggiamenti forzati, prostituzione forzata,massacri... Provoca allo stesso tempo danni fisici e psicologici nelle donne, molti di questi irreparabili: dalle gravidanze non desiderate alla trasmissione  delle malattie sessuali.  Tutto questo, usando il corpo delle donne come arma di guerra attraverso  tutti i modelli etreo-patriarcali che per anni,le hanno annullate e violate e che continuano a farlo attraverso la stigmatizzazione successiva per essere state vittime di questo tipo di violenze.

I silenzi dei comandanti, la legittimazione da parte delle alte cariche e del proprio Stato su questi fatti, li trasformano in complici. Così un gruppo di donne hanno gridato nell'auditorio dove si stava svolgendo il processo: "la violenza contro le donne è la violenza del sistema contro la metà della popolazione! No al silenzio!".
Come è stato riconosciuto dal Tribunale " la riparazione deve garantire la non ripetizione e il risarcimento delle vittime"

I casi presentati al Tribunale

Qui di seguito un riassunto di tutti quei casi di violenza sessuale contro le donne nel conflitto armato che sono stati presentati al Tribunale Simbolico,pur riconoscendo che lo spazio ci limita la contestualizzazione e l'estensione degli stessi. Invitiamo pertanto a visitare la pagina della Corporacion Humanas per le ulteriori informazioni:

1. Violenza sessuale, tortura e successivo assassinio di quattro giovani da parte dei paramilitari a Putumayo (la madre della vittima presenta il caso) 3.

 1° gennaio del 2001, nella localita La Dorata ( Putumayo): il comandante del gruppo paramilitare Bloque Sur di Putumayo si presentò alla casa delle vittime costringendo esse e vari membri della loro famiglia a seguirli.Alla fine i paramilitari andarono via portandosi quattro delle sue figlie, una di esse, minorenne. Nel febbraio del 2010,l'Unità Nazionaledi Giustizia e Pace, riesumò i resti delle vittime che si trovavano in una fossa comune situata a San Miguel (Putumayo). Dalla documentazione forense presentata si è potuto stabilire che tre di esse erano state uccise per smembramento e una con arma da fuoco e sono stati riscontrati vari segni di violenza sessuale.

2. La violenza sessuale contro tre donne nello stesso contesto di violenza in Antioquia:

a. Nel 2002, nel quartiere di Santo Domingo Savio,che si trova nel villaggio della città di Medellin (Antioquia) una donna leader attuò azioni per evitare che i suoi figli venissero reclutati dal gruppo Cacique Nutibara, In conseguenza di questo, quattro membri di questo gruppo la legarono e la chiusero in casa tutta la notte fino a mattino seguente, violentandola tutto il tempo, più volte. Poi, la minacciarono di morte,se non avesse mantenuto il silenzio e costretta dall'impunità al trasferimento . Dopo alcuni mesi nel mezzo di una sparatoria decise di scappare dal quartiere, unendosi ad un gruppo di 25 persone.

b. Nell'aprile del 2004, nel villaggio situato nel Comune di Abejorral ( Antioquia), durante la notte,arrivarono a casa di una donna di 43 anni  e della sua famiglia, dieci/quindici uomini armati che indossavano uniformi militare e portavano braccialetti con su inciso la sigla FARC. Essi chiesero alla donna cibo,ma essa di fronte alla scarsità glielo negò e, allora, quelli la colpirono e  la obbligarono ad uscire di casa. Gli uomini continuarono a picchiarla ripetutamente, fino a romperle una gamba e, successivamente quattro di loro la violentarono. Poi la minacciarono di uccidere lei e le sue figlie se avesse sporto denuncia. Una settimana dopo fu costretta a trasferirsi.

c. Nel 2006, nella zona di Aures, situata nel quartiere sette della città di Medellin (Antioquia), una donna e il suo compagno parlarono  per tutta la notte, fino a quando egli decise di andarsene; la donna cercando di convincerlo a rimanere uscì dietro a lui, in strada,ma fu aggredita sessualmente e picchiata fino a svenire. Il suo compagno, che la precedeva, ritornò  indietro cercando di liberarla dagli aggressori che lo colpirono ripetutamente e poi assassinarlo. La gente del quartiere identificarono gli aggressori come membri di bande paramilitari smobilitati nel quartiere.

3. La violenza sessuale contro una donna indigena da parte della guerriglia.
Il 10 luglio del 2010, nella riserva indigena di Huellas, ubicata nel Comune di Caloto (Cauca),mentre si trovava in uno stabilimento pubblico  chiaccherando con degli amici, una donna indigena fu presa da due persone che si identificarono come guerriglieri delle Farc.Più tardi il suo corpo fu ritrovato nella comunità-villaggio di Tierrero,dopo essere stata violentata e poi uccisa.

4. Violenza sessuale nei confronti di una bambina da parte di un funzionario di polizia.
Il 7 marzo del 2010, in una città a sud del paese, un funzionario di polizia si presentò a casa di una ragazzina di 14 anni,per richiedere un servizio di pulizia nella sua abitazione. La ragazza si recò ad riordinare  la stanza e quando era pronta per ndarsene lui la prese per i polsi, la buttò sul letto e la violentò.La ragazzina tentò di fuggire,quando vide che l'uomo si era addormentato, ma questi si risvegliò, la picchio e violentò nuovamente. Successivamente, la minacciò che se avesse parlato " non avrebbe risposto di ciò che sarebbe successo a lei e alla sua famiglia".

5. Violenza sessuale e lotta per la terra.


Il 22 giugno del 1997, nella comunità di Santa Lucia, ubicata nel bacino del fiume Cacarica ( Chocò) i paramilitari arrivarono  a casa di una donna afrocolombiana che viveva insieme alla madre, al marito e ai figli. I paramilitari chiesero del marito, che non si trovava in casa, per cui lo accusarono di appartenere alla guerriglia. Fu legata e presa dai paramilitari in presenza della sua famiglia. Inoltre ordinarono alla madre della donna di rimanere in casa per tre giorni. Nonostante questa minaccia , il giorno seguente, la madre uscì di casa  e cominciò a seguire le orme dei passi di sua figlia fino a quando non trovò il corpo con segni evidenti di violenza sessuale. Dopo l'omicidio e la violenza sessuale, la famiglia della vittima si trasferì.

6. Violenza sessuale in Magdalena Medio
Nell'agosto del 2001, a Barrancabermeja (Santander), una adolescente di 17 anni fu vittima di violenza sessuale da parte di vari membri del gruppo Central Bolívar de las Autodefensas Unidas de Colombia (auc) a causa della quale rimase incinta. I fatti avvennero mentre si recava nel collegio dove studiava, quando quattro uomini in un taxi,la obbligarono a salire puntandole una pistola e la portarono in una casa disabitata dove la violentarono.Durante la violenza la interrogarono circa un'informazione che presumibilmente le aveva dato l'ex fidanzato che era appartenuto ai gruppi paramilitari, ucciso precedentemente.

7. La schiavitù sessuale costitutiva dei crimini di guerra esercitata dalla guerriglia e paramilitari.
Nel 2002, vicino alla città di Santa Rosa del Sud (Bolivar) una donna stava ritornando nella sua fattoria. In questo tragitto incontrò uno dei tanti posti di blocco istituiti dalla guerriglia.Lì fu picchiata, presa e portata in unn accampamento. In quel accampamento fu rinchiusa in una stanza, vestita da guerrigliera e tenuta legata.La stessa notte fu violentata dal comandante e da alcuni suoi subalterni. Il motivo del rapimento e la sottomissione alla schiavitù sessuale da parte della guerriglia, va cercato nella punizione per le donne di essere la compagna di una persona identificata come oppositore.

Nel maggio del 2003,i membri del Bloque Central Bolívar, nell'apprendere che la donna era stata una schiava sessuale della guerriglia, ricevette la visita di cinque uomini vestiti di nero per costringerla a dare informazioni. Per tre giorni fu rapita e sottoposta a tutti i tipi di violenza sessuale da parte del capo paramilitare. Nel 2005, la vittima fu costretta a trasferirsi per paura che i suoi figli fossero reclutati dall'Auc.


Dichiarazione finale.

Le considerazioni delle giudici internazionali (inviate ai rappresentanti dello Stato) hanno affermato che lo Stato colombiano non ha portato a compimento gli obblighi internazionali che aveva sottoscritto e che " anche se in alcuni casi ha posto in essere misure risarcitorie di carattere amministrativo ( che riducono l'ambito risarcitorio trascurando le altre componenti della integrale riparazione) queste hanno creato nuovi danni psico-sociali per non essere state accompagnate da un processo preparatorio per entrare come parte  nel processo di riparazione che spetta alle vittime e alle sopravvissute". La Corte ha anche allarmato sulla "violazione dei diritti dei popoli indigeni e delle comunità afrodiscendenti, in particolare alla violazione dei deiritti delle donne".
Inoltre le "giudici" considerato che " l'unico modo per garantire la non ripetizione  è che si ponga urgentemente fine al conflitto armato colombiano e che la violenza sessuale garantisce il continum delle violenze e la sua persistenza genera un danno trans-generazionale".

Allo stesso modo ha condannato la negligenza e la tolleranza poste in essere dallo Stato colombiano nel rispondere ai casi di violenza sessuale, dato che questi fatti continuano a rimanere impuniti. Le esperte hanno esortato le autorità giudiziarie che poco hanno agito con la dovuta diligenza nell'accertamento e repressione di questi casi,ad utilizzare " tutti gli strumenti che permettano di ricostruire la verità sui fatti accaduti, raccogliere tutti gli elementi di prova che servano per dimostrare la responsabilità degli aggressori e ristabilire la dignità delle vittime e delle sopravvissute, affinché non si perpetui il danno e la sofferenza delle vittime".

D'altra parte, la Corte ha formulato una serie di raccomandazioni. Tra queste , un appello allo Stato per far progredire i rimedi di riparazione totale.Ha inoltre chiesto che questa riparazione si attui in maniera effetttiva con una messa a fuoco delle differenze culturali.
Il Tribunale Simbolico ha concluso con una frase scelta per essere il simbolo  della non violenza :" Se le storie si nominano e si scrivono, non muoiono. Il futuro inizia adesso, in questo Tribunale".

Maggiori informazioni su :  www.pazconmujeres.org

Note
* Per violenza sessuale si intende " l'azione consistente nel costringere una persona ad avere contatti sessuali, fisici o verbali od a partecipare ad altre interazioni sessuali mediante l'uso della forza, intimadizione, coercizione,ricatto, corruzione,manipolazione, minaccia o qualsiasi altro meccanismo che annulli o limiti la volontà personale. E' anche considerato  danno o sofferenza sessuale il fatto che l'aggressore obblighi l'aggredita a praticare questi atti con terze persone ( Legge 1257, 2008, art,3° c.)

1. E' accaduto lo scorso 26 settembre per un intero giorno.
2. In ciascun caso presentato potrebbe inserirsi più di una storia di violenza sessuale nel conflitto.
3. La maggior parte dei casi sono presentati qui così come sono stati presentati al Tribunale, quasi letteralmente.Si sono modificati quei dati che permettono una sintesi senza perdere dati rilevanti.

Riquadro .

I casi di violazione sono raddoppiati  in Colombia,dal 2000.

Uno studio condtto da Oxfam nel 2009, ha rilevato che tra il 2001 e il 2009 i gruppi armati hanno commesso 95.000 stupri, 26.000 gravidanze e 27.000 aborti in più di 175.000 casi di molestie sessuali. I dati della Procura Generale rilevano che nel marzo del 2001 i paramilitari che resero spontane versioni confessarono 57.131 crimini. Accettarono solo 86 casi di violenza sessuale. La quasi totalità di questi fatti sono ancora impuniti.

La generalizzazione della violenza sessuale nel conflitto armato fu riconosciuta dalla Corte Costituzionale con l'ordinanza 092 del 2008.

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(traduzione di Anita Lia Di Peri Silviano)







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