giovedì 7 giugno 2012

NE' MACHI NE' FASCI

Gli uomini antipatriarcali a favore dell'aborto legale, sicuro e gratuito


Il Collettivo degli Uomini Antipatriarcali è la prima aggregazione composta solo da uomini dell'Argentina ed America Latina,che rivendicano fianco a fianco, con le donne,il diritto all'aborto sicuro, legale e gratuito. Partecipano con azioni nelle strade, seminari e concerti musicali. Condividiamo il manifesto lanciato lo scorso aprile, nel quale rispondono al " perché gli uomini devono essere coinvolti in questa lotta".
Una delle loro parole d'ordine è " Né machi né fasci". Il femminismo non è solo una cosa di donne. Ci sono uomini che mettono in dubbio la mascolinità associata alla forza e alla violenza. Uomini che rifiutano l'eterosessismo. Uomini attivisti impegnati nella lotta contro la violenza di genere.  Partecipano al Collettivo degli Uomini Antipatriarcali, un raggruppamento che è nato a La Plata, Buenos, Aires, Argentina, ma alcuni membri e attività arrivano fino alla capitale atraverso le reti sociali. Il gruppo al momento è impegnato nella campagna per la legalizzazione dell'aborto in Argentina, una materia pendente nel governo di Cristina Fernández Kirchner.
Uomini Antipatriarcali è il primo gruppo di uomini in America Latina che rivendica questo diritto per le donne.
Luciano Fabbri uno dei portavoci dichiara che" negli uomini è naturalizzato il problema dell'aborto come problema femminile; ciò accade anche durante il rapporto sessuale, nel quale l'uomo delega alla donna la prevenzione della gravidanza. Tra le pratiche sessiste troviamo: non concordare i metodi contraccettivi con la donna, rifiutare l'uso del preservativo o disinteressarsi del problema. Nessuno pensa alla vasectomia come risoluzione del problema. Per cui chi deve occuparsene e mettere il corpo è sempre la donna".

Un altro slogan del gruppo è " Educazione sessuale per decidere, anticontraccettivi per non abortire, aborto legale per non morire", che denuncia la vulnerabilità nella quale si trovano le donne in America Latina, per non avere una legislazione che permetta di abortire: " Le istituzioni dello Stato e della corporazione medica, farmaceutica,Chiesa cattolica e i gruppi anti-diritti pretendono di perpetuare le condizioni di sottomissione supportati dai dogmi morali, che non fanno che riprodurre i pilastri del sistema patriarcale e capitalista" denunciano gli attivisti dell'associazione, che cercano di affrontare una discussione matura" che ci coinvolga tutti e tutte come soggetti di diritto" Essi afermano che il Diritto all'Aborto Legale, Sicuro e Gratuito fa parte di un dibattito contemporaneo in America Latina : " già altre esperienze hanno dimostrato che la legalizzazione dell'aborto non comporta un aumento dell'interruzione della gravidanza, ma produce una forte riduzione della mortalità delle donne". Questo è il punto centrale che i settori conservatori cercano di nascondere erigendosi a difensori della vita".

Riportiamo qui di seguito il Manifesto pubblicato lo scorso aprile, dal Collettivo, augurandoci che questo ispiri altri gruppi di uomini. La lotta per l'uguaglianza tra uomini e donne e l'eliminazione della violenza di genere è una questione di tutti e tutte.

UOMINI PER IL DIRITTO ALL'ABORTO LEGALE, SICURO E GRATUITO.

Criminalizzare l'aborto non è difendere la vita, e' moltiplicare le morti.

Il dibattito sulla legalizzazione dell'aborto è attraversato da opinioni politiche, ideologiche, religiose, etiche, ma anche dagli interessi economici delle società mediche e farmaceutiche. Tutta la questione intorno alla criminalizzazione dell'aborto presuppone profitti milionari di pochi e centinaia di migliaia di donne che muoiono lungo il cammino, soprattutto perché non possono pagare la somma di denaro che sottostà al "diritto di decidere".

Vi sono molti discorsi di verità su queste tematiche,ma c'è una realtà indiscutibile: le donne abortiscono per una varietà di motivi e circostanze e la criminalizzazione dell'aborto non è mai stata una misura efficace per impedirlo. Se una donna decide di non volere una gravidanza utilizzerà tutti i mezzi a sua diusposizione per interromperla.
 Ci sono sufficienti casi e studi che dimostrano che la legalizzazione dell'aborto non aumenta le interruzioni di gravidanza, ma produce una drastica riduzione delle morti delle donne. I settori conservatori anti-aborto ( auto-proclamatesi  pro-vita) lo sanno ma non gliene importa.La loro politica non è quella di difendere la vità di alcuno, ma di mantenere lo statuto repressivo della sessualità, eterosessuale e a scopi  riproduttivi e insegnare così alle donne ( e uomini) che la loro essenza naturale è quella di essere madri e spose e che sfidare questo mandato presuppone lo stigma e, anche, la morte.
La penalizzazione dell'aborto, anche per quelle donne che possono farlo in modo sicuro, le sottomette ugualmente ad una politica che le infantilizza, negando ad esse l'autonomia e sovranità che ogni soggetto deve esercitare in quanto  diritto umano inalienabile.


PERCHE' GLI UOMINI DEVONO COINVOLGERSI IN QUESTA LOTTA

Gli uomini devono appoggiare la lotta per il diritto all'aborto legale, sicuro e gratuito, come atto di solidarietà con il movimento delle donne. Questa rivendicazione è un imperativo per le donne, per un'infinità di motivi che hanno posto in essere pubblicamente dopo decenni di lotta.  In più, il dibattito sulla depenalizzazione dell'aborto, può anche essere strategico per gli uomini, se partiamo dal punto di vista di riflessione critica sul nostro ruolo nella società patriarcale,realizzando la messa in discussione della nostra mascolinità egemone.

In primo luogo, l'accesso all'aborto è una questione di diritti e la distribuzione dei diritti è una questione di potere. Allora dobbiamo chiederci, quale potere esercitiamo sulle donne, negendo ad esse la sovranità sui loro corpi. Questo potere è ciò che il femminismo è stato capace di denunciare e del quale gli uomini dobiamo farci carico.

L'apprendimento della mascolinità nel sistema patriarcale si basa sull'interiorizzazione dell'idea di superiorità che plasma le relazioni assimetriche di potere esercitato da noi sulle altre e gli altri.
L'intera gamma delle pratiche inique che distribuiamo nella nostra vita,le pratiche sessuali maschili, influenzano notevolmente verso la  negazione della parità di genere. L'esperienza della sessualità maschile come fonte di potere, competitiva e ridotta alla genitalità si accompagna ad una grande irresponsabilità  che si riflette nella convinzione che la cura sia relegata all'universo femminile e nell'idea che le conseguenze  del non curarsi non rigurdino il corpo degli uomini.Questa onnipotenza si traduce in pratiche di rischio e anche di violenza.
... Dall'altro lato, e al di là delle nostre pratiche sessuali, il coinvolgimento degli uomini in questa lotta è un processo poco visibile ma di profonda incidenza nelle nostre vite. L'empatia con una lotta dalla quale storicamente siamo stati ai margini, darebbe la possibilità di decostruire l'egocentrismo e l'indifferenza di fronte al dolore delle nostre compagne.
I fidanzati, mariti e amanti che non assumono la responsabilità delle conseguenze dei loro atti, quelli che abusano sessualmente delle donne e ragazze, quelli che le prostituiscono,quelli che violentano le donne nei servizi sanitari,coloro che negano l'aborto negli ospedali pubblici, mentre lo praticano nelle cliniche private, quelli che giudicano  e criminalizzano le donne che scelgono di non essere madri, quelli che gridano assassine, tutti questi nella maggior parte dei casi sono uomini.

Le circostanze ci permettono di dimostrare in pratica che essere un macho egemone  non è un destino inesorabile per gli uomini, e, che  se come donna non si nasce, ma lo si diventa, neanche noi abbiamo essenzialmente  il ruolo di carcerieri della storia.

Per queste ragioni gli uomini firmatari siamo a favore del diritto dell'aborto legale, sicuro e gratuito e contro ogni forma di violenza sulle donne.


(traduzione di Lia Di Peri)

 feminicidio.net 


Colectivo Varones Antipatriarcales

                                              

mercoledì 30 maggio 2012

La Spagna chiede il ritiro della pubblicità dell'Alfa Romeo

L'Istituto della Donna in Spagna ha contestato l'uso di due verbi che attestano " la normalizzazione della violenza di genere"

L'organizzazione  ha chiesto alla  casa automobilistica di ritirare o modificare l'annuncio pubblicitario della automobile "Giulietta".

Durante tutto lo spot, una voce di donna enumera diversi verbi in prima persona: " Guardami, toccami, incitami, provocami, seducimi, controllami, proteggimi, gridami, rilassami".

Alla fine: Io sono Giulietta, prima di parlare di me, provami".

L'Istituto della Donna crede che due di questi verbi ( gridami e controllami) "presuppongono - ha dichiarato una portavoce dell'organismo dipendente dal Ministero della Salute, Servizi Sociali e Parità -  un comportamento remissivo e ipotizzabile delle donne. Questi due termini fanno intendere una normalizzazione della violenza di genere; danno un messaggio di normalità del gridare e controllare una donna"

Questo annuncio ha ricevuto numerosi reclami di cittadini che si sono rivolti all'Osservatorio della Pubblicità Sessista denunciando il carattere sessista e promotore della situazione che giustifica la violenza di genere".
Dopo queste proteste, l'Istituto ha inviato una lettera alla Casa automobistica, che però non ha ancora risposto.





                                                          

lunedì 28 maggio 2012

Tel Aviv 2012 - Berlino 1938

da Richard Silverstein

Oggi, Israele si avvicina sempre di più alla Germania nazista del 1938.
A Berlino i nazisti percorrevano le strade terrorizzando gli ebrei, rompendo i vetri delle finestre, bruciando libri e sinagoghe.
Nel quartiere povero di Tel Aviv chiamato “Hatikva”(La Speranza) la crema dei Super-uomini politici di Israele, i kahanisti (in onore del rabbino Meir Kahane)Mijael Ben Arí, Itamar Ben Gvir e BarujMarzel hanno terrorizzato i lavoratori stranieri- non ebrei,che vivono in quel quartiere con una folla violenta e ponendo in essere né più né meno che un progrom.

Centinaia di manifestanti si sono riuniti nel quartiere di Hatikva chiedendo l'espulsione dei lavoratori migranti africani. Alcuni hanno aggredito gli africani che passavano; altri hanno rotto i vetri delle finestre di un negozio alimentare che vende alla comunità dei lavoratori migranti e l'hanno saccheggiato.Un altro gruppo di manifestanti ha bloccato unveicolo di trasporto, crecando lavoratori migranti tra i passeggeri, mentre mandavano in frantumi i vetri del mezzo pubblico.

La folla gridava " il popolo vuole che i sudanesi siano deportati" "Infiltrati, fuori da casa nostra". La deputata della Kneset ( il Parlamento isaeliano) ha dichiarato che " i sudanesi sono un cancro nel nostro corpo" Diociasette manifestanti sono stati arrestati.

Questi hanno dimostrato disappunto per il modo di trattare il "problema" degli stranieri che chiedono asilo ad Israele da parte del governo, in particolare, con il primo ministro Biniamín Netaniahu. Alcuni portavano cartelli in appoggio al Ministro degli Interni Eli Yshai,che ha parlato la settimana scorsa di espulsione degli stranieri che chiedono asilo.

La marcia è stata organizzata dal deputato Michael Ben Ari, dal partito 'Unione Nazionale del partito, insieme agli attivisti di estrema destra Itamar Ben Gvir e BrujMarzel, che gestisce un gruppo locale di protezione nel sud di Tel Aviv.

Uno degli oratori ha sollecitato la creazione di un partito politico che guidi l'espulsione dei lavoratori migranti non -ebrei. " Non è razzismo" ha insistito.

Il mio amico, il giornalista israeliano Jagai Matar, è stato aggredito durante le festività. I fatti lo hanno scosso in maniera considerevole e si sta ancora riprendendo.Nel frattempo ha scritto un articolo nel suo blog ( in ebraico) dal titolo " Intorno ad un linciaggio".

Chi sono questi profughi? Sono del sud del Sudan, una nazione che è ancora distrutta dalla guerra civile, e rapidamente crollando  nel caos imposto dal governo centrale sudanese. Lo stesso governo responsabile del genocidio del Darfur. Rifuggiati, genocidio, odio razziale: non suona familiare?

Un altro elemento di questo progrom - difficle da capire - è che mentre lo stesso è iniziato dai nazi- ebrei dell'estrema destra, i deputati  del Parlamento del partito governativo Likud -Danon, Regev, Tirosh e Levín si sono coinvolti e rivendicata l'iniziativa. Questo è il modo con cui lavora il fascismo strisciante. In primo luogo, l'estrema destra pone i suoi proclami in un contesto politico. In secondo luogo, i partiti di maggiore popolarità si coinvolgono e si lasciano cooptare dall'estrema destra. Così l'estrema destra ritorna tra i partiti accettati e si strasforma in qualcosa di veramente atroce e orribile ( più o meno allo stesso modo in cui il " Tea Party"funziona nella politica statunitense, anche se non ha posto in essere ancora nessun progrom).
Se si ascoltano le dichiarazioni dei leaders " responsabili" del paese,queste possono essere adattate alle posizioni del'estrema destra "popolare". Il ministro degli Interni Eli Ishai impreca contro i sudici africani.Il Procuratore Generale dichiara di essere pronto a dare supporto legale alle deportazioni di massa. Il Primo Ministro, uno che non ha mai nutrito simpatie per gli oppressi , ebrei o no - sacrificherà queste povere anime in un batter d'occhio in cambio di vantaggi politici.

Questo, naturalmente, è la ripetizione dei messaggi  di estrema destra, neo-nazisti,di molti paesi europei, come l'anglosassone Defence League, il Fronte Nazionale di Le Pen, ecc. E'l'eco del manifesto anti-migranti di Anders Breivik, prima che assassinasse settantasette giovani norvegesi liberali.
Presumo che non sia così sorprendente che ci sia un tale movimento politico in via di sviluppo in Israele, che, dopo tutto, non è immune allo stesso veleno che infetta il corpo politico europeo e statunitense. Ciò che sorprende è quanto sia una eco della storica tragedi dell'Olocausto, così come si è manifestata in Germania nel 1930. Siamo stati anche noi rifuggiati ebrei che erano disprezzati quando cercavano asilo in quei luoghi. La storia ebraica è piena di esempi di di persecuzioni analoghe, comprese le Crociate, l'Inquisizione, e varie altre espulsioni.
Non sto pronosticando un genocidio contro i lavoratori stranieri non ebrei in Israele.Ma data la storia ebraica del secolo scorso, si potrebbe pensare che gli ebrei, inclusi gli israeliani, sarebbe più propensi a ripetere gli orrori perpetrati contro i nostri antenati di allora.
Per essere onesti, ci sono stati manifestazioni di incitamento all'odio ugualmente dannoso, compresa l'espulsione della Nigeria, Gabon, Angola e altri.

Ma noi ebrei, abbiamo subito questo destino per noi stessi. Perpetrarlo contro i deboli e i vulnerabili a Tel Aviv è una vergogna. Ancor meno confortante è pensare che Israele progetti una simile espulsione di massa dei suoi migranti per placere la furia bestiale  della xenofobia israeliana.
All'ombra dell'occupazione dei territori e del trattamento brutale di Israele verso i palestinesi, i lavoratori stranieri non ebrei sono i palestinesi, i negri di Israele.

L'unica differenza tra i due gruppi è che i lavoratori stranieri non ebrei sono dentro establishment politico israeliano, mentre Israele è riuscito ad escludere i palestinesi dall'establishment politico.

Rebelion

(traduzione di Lia Di Peri)


                                                            


sabato 19 maggio 2012

venerdì 18 maggio 2012

Tredici mappe sulla condizione della donna nel mondo

In una serie di mappe,l'organizzazione WomanStats rileva attraverso le statistiche che in tutto il mondo c'è ancora " una guerra contro la donna".

Il progetto WomanStats Maps,che comprende il più grande database sullo stato delle donne a livello di ogni Stato-nazione ha tradotto sulle  mappe e secondo i colori,quegli aspetti che hanno maggior impatto sulla vita delle donne del mondo, a partire dalla sicurezza, passando per l'istruzione, senza dimenticare anche i diritti riproduttivi.
Qui di seguito alcune spiegazioni.


Donne e sicurezza fisica.

Una radiografia agghiacciante: nella maggior parte del pianeta non esiste o  vi sono livelli molto bassi di sicurezza fisica per le donne". Neppure in Europa dove gli indici di uguaglianza di genere si presentano molto alti, secondo quanto riportato da questa organizzazione.

Come si può vedere nella mappa, le regioni dove sono più bassi gli indici di sicurezza per le donne sono l'Africa Orientale, Asia Centrale e Sud-Est asiatico.

Preferenza per il maschio e rapporto per sesso.

Per molti paesi sono già conosciute le preferenze sociali per i figli maschi,che esistono comunque in molte parti del mondo. Tanto che in luoghi come India e Cina si è arrivati ad un'allarmante estensione dell'"aborto selettivo",da diventare in un problema demografico.

Tuttavia, occorre sottolineare  che, come si nota sulla mappa,la preferenza per il figlio maschio è un fattore che si ripete in ogni Continente ed è particolarmente importante in alcuni paesi europei come la Spagna.

La Tratta delle donne.
Nonostante gli sforzi di molte organizzaioni governative e non governative compiuti per arginare questa piaga, il numero delle donne colpite dalla tratta ha continuato ad aumentare.

Le regioni del mondo dove, nonostante le leggi imposte, il traffico delle donne è più alto sono nuovamente Africa Orientale e Asia Centrale. Tuttavia come mostra la mappa la Tratta è un problema generalizzato e molto pericoloso.
Il tasso di mortalità materna

Africa, seguita dal Sud-est Asiatico,restano i continenti per eccellenza, con i tassi più alti di mortalità materna. Più di 300 donne morte per 100.000 nascite è l'inquitante cifra che riportano le ultime statistiche realizzate su questa problematica fatale. Di fatto la mortalità materna è considerata una delle principali cause di morte tra le donne in età fertile nei paesi coloniali e semi-coloniali. La maggior parte altamente prevenibile e direttamente collegata alle condizioni di vita e accesso a informazioni e risorse.In realtà, la povertà è un fattore determinante per la sopravvivenza delle donne durante la gravidanza.
Livello di istruzione per sesso.

Africa, Asia Centrale e Sud-est asiatico sono ancora le regioni che rilevano negativamente.Considerando che in molti paesi di queste aree ci sono norme culturali e legali che  restringono o limitano l'accesso delle bambine all'istruzione risulta molto più elevato l'analfabetismo femminile rispetto agli uomini. Come si vede dalla mappa non solo nelle regioni sopra nominate, m anche in altre regioni dell'Africa e in America Latina, si osservano differenze di genere nell'istruzione che possono superare il 10%. Nelle regioni su citate la percentuale arriva al 20%.

Partecipazione politica della donna

Nella mappa le cifre parlano da sole. In gran parte dell'Africa, Asia e America Latina, la rappresentanza nei governi delle donne è estremamente limitata: meno del 10% del parlamento sono donne.Questa è una dinamica che interessa, come indicato sulla mappa soprattutto  i paesi sottosviluppati e in via di sviluppo, ma anche paesi sviluppati (es. Giappone).

Prevalenza della mutilazione / ablazione genitale femminile.
L'ablazione o la mutilazione genitale femminile comprende una serie di pratiche che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni delle ragazze. Tra le altre conseguenze, le ragazze mutilate soffrono problemi irreversibili, per tutta la vita, di salute.Si stima che 70 milioni di bambine e donne hanno subito MGF /ablazione in Africa e Yemen.

Inoltre, le cifre sono in aumento in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti, soprattutto tra gli immigrati provenienti da Africa e Asia sud-ovest, come indicato nella mappa.

 La pratica delle spose bambine.

Questa pratica non è esclusiva di un solo paese, religione o lingua.Anche se il matrimonio precoce è illegale nella maggior parte delle nazioni,essa è una tradizione molto più antica delle leggi che cercano di evitarla.

Ancora una volta vediamo che le regioni in cui si pratica sono solo quelle nelle quali è minore la protezione legale e sociale per le donne: Africa, Asia centrale e Sud-est asiatico.

Tredici mappe sulla situazione della donna nel Mondo, che ci rendono un pò più consapevolidi tutto il lavoro che c'è ancora da fare nel nostro pianeta per raggiungere una vita degna per tutte le donne che lo popolano.

(traduzione di Lia Di Peri)



                                                               

lunedì 7 maggio 2012

L'odierna Inquisizione e le religiose nordamericane

da Ivone Gebara


Roma ha posto nel mirino la Conferenza della Leadership Religiosa Femminile (LRWC). L'inquisizione si impegna a fondo.

 Ancora una volta abbiamo assistito terrorizzate alla "valutazione dottrinale" o  la richiamata attenzione o sanzione della Congregazione per la Dottrina della Fede contro coloro che si pongono fuori dalla corretta dottrina cattolica. Solo che questa volta il dito è puntato non contro una singola persona,bensì contro un'istituzione che riunisce e rappresenta più di 55 mila religiose degli Stati Uniti. Si tratta della Conferenza Nazionale delle Religiose -conosciuta con la sigla LRWC (Conferenza della Leadership Religiosa femminile.Queste religiose in tutta la loro storia hanno sviluppato e continuano a sviluppare un'ampia missione educativa per la dignità di molte persone e gruppi dentro e fuori gli Stati Uniti.
 La maggior parte di queste donne appartenenti a varie congregazioni nazionali e internazionali,  al di là della loro formazione umanista cristiana sono intellettuali e professioniste nei diversi campi del sapere. Sono scrittore, filosofe, biologhe, sociologhe, avvocate ed hanno un ampio curriculum e competenze riconosciute a livello nazionale ed internazionale. Sono anche educatrici, catechiste e promuovono la pratica dei diritti umani.
 In molte occasioni hanno rischiato la loro vita a favore delle vittime delle ingiustizie o si sono opposte ai comportamenti gravemente ingiusti ed oppressivi assunti dal governo degli Stati Uniti. Ho avuto l'onore di conoscere alcune di esse che sono state arrestate  perché in prima fila hanno partecipato alle proteste che chiedevano la chiusura della Scuola delle Americhe, istituzione governativa statunitense, che addestra i militari latinoamericani per agire nei loro rispettivi paesi in modo crudele e repressivo. Queste religiose sono donne di riflessione e di azione con una lunga storia di servizio non solo nel loro paese, ma anche in molti altri.
Attualmente sono sospettate e controllate dal Vaticano. Sono criticate per essere in disaccordo con i vescovi, considerati " I veri maestri della fede e della morale". In più sono accusate di essere portatrici di un femminismo radicale, di deviazione dalla dottrina cattolica romana,di complicità nell'approvazione delle unioni omosessuali e di altre accuse, che ci spaventano per il loro anacronismo.
 Cosa sarebbe il femminismo radicale? Quali sarebbero le sue reali manifestazioni nella vita delle congregazioni religiose femminili? Quali deviazioni  teologiche starebbero ponendo le religiose?  Noi donne siamo sempre sotto controllo, per non essere fedeli alla tradizione evangelica, attraverso una cieca sottomissione all'ordine gerarchico maschile? Sarebbero responsabili  i capi delle congregazioni vaticane lontane dalla grande rivoluzione femminista mondiale che ha toccato tutti i continenti incluse le congregazioni religiose?
Molte donne religiose negli Stati Uniti e in altri paesi sono le eredi, maestre e discepole di una delle espressioni più interessanti del femminismo mondiale,il femminismo teologico, che si è sviluppato negli Stati Uniti a partire dagli anni Sessanta. le sue idee originali, critiche e di opinioni libertarie hanno portato ad una nuova lettura teologica, che ha permesso di accompagnare i movimenti di emancipazione delle donne. Così hanno potuto contribuire a ripensare la nostra tradizione religiosa cristiana,in direzione del superamento dell'invisibilizzazione ed oppressione delle donne. Hanno anche creato spazi alternativi di formazione, testi teologici e celebrativi perché la tradizione del Movimento di Gesù non fosse abbandonata dalle migliaia di persone stanche dal peso delle norme e strutture religiose patriarcali.

Quali atteggiamenti adottare di fronte a questo anacronismo ed alla violenza simbolica della
degli organi curiali ed amministrativi della Chiesa Cattolica Romana? Che pensare di fare della sua rigida struttura filosofica che riduce il meglio dell'essere umano al maschile? Che dire della sua visione antropologica unilaterale e misogina dalla quale interpretano la tradizione di Gesù?
Che pensare di tale trattamento amministrativo punitivo a partire dal quale viene nominato un arcivescovo per esaminare, orientare ed approvare le decisioni prese dalla Conferenza delle religiose, come se fossimo incapaci di discernimento e di lucidità?
E mentre siamo sdegnate,ci invade un sentimento di lealtà verso la nostra dignità di donna e il Vangelo,annunciato ai poveri e agli emarginati ci invita a reagire a questo atto di ingiustizia disgustosa.
 Non è da ora che i prelati e i funzionari della Chiesa pongono in essere due pesi e due misure. Da un lato le alte sfere della Chiesa cattolica sono stati in grado di ospitare ancora una volta, gruppi di estrema destra, la cui storia dannosa, soprattutto per i giovani e i bambini è ampiamente riconosciuta. In particolare, mi riferisco ai legionari di Cristo di Marcial Maciel (México) o ai religiosi di Monseñor Lifevre (Svizzera) la cui disobbedienza al Papa e i loro metodi coercitivi di fare proseliti è testimoniata da molti.
La stessa chiesa istituzionale accoglie e riceve uomini che hanno a cuore solo il loro potere e ripudiano le donne che vogliono sottomesse. Con il suo atteggiamento le espone a critiche ridicole diffuse dai mass media cattolici in malafede. In queste donne i prelati sembrano che le riconoscano formalmente qualche merito  quando le loro azioni esercitano in quei compiti tradizionali svolti dalle religiose nelle scuole e negli ospedali. Ma siamo solo questo?
Siamo coscienti che,in nessun momento,negli Stati Uniti, è nata la minima possibilità che le sorelle avessero violentato giovani, adolescenti, bambini ed anziani. Nessuna denuncia pubblica ha macchiato la loro immagine. Di esse non si dice che si sono alleate con le grandi banche internazionali per il loro profitto. Nessuna denuncia di traffico di influenza,lo scambio di favori per mantenere il silenzio dell'impunità. E nonostante ciò nessuna di esse fu canonizzata,né beatificata dalle autorità ecclesiastiche, così come hanno fatto per gli uomini di potere. Il riconoscimento di queste donne proviene dalle molte comunità e da gruppi cristiani e non,che condividono la loro vita e il loro lavoro con molte di esse. Gruppi che certamente non rimarranno in silenzio di fronte a questa "valutazione dottrinale"ingiusta che le colpisce direttamente.
Parafrasandoi Gesù mi trovo a dire "Ho pietà per questi uomini" che non conoscono le contraddizioni e le bellezze della vita, che non permettono ai loro cuori di vibrare apertamente con le gioie e/o le sofferenze delle persone, che non mano il tempo presente,preferendo la severa legge alla festa della vita. Hanno solamente imparato le inflessibili regole di una dottrina chiusa in una razionalità già obsoleta e da essa giudicare la fede degli altri, soprattutto le donne. Forse pensano che Dio li approvi si sottometta ad essi e alle loro elucubrazioni così lontane da quelli che hanno fame di pane e di giustizia, gli affamati, gli abbandonati, le prostitute, dalle violentate e dimenticate.

Quanto tempo  ancora dobiamo subire sotto il loro giogo? Quale posizione ci ispirerà "lo Spirito che soffia dove vuole" per rimanere fedeli alla vita presente in noi?

Alle care sorelle statunitensi della LWRC la mia gratitudine, amore e solidarietà. Se esse sono perseguitate per il bene che fanno, probabilmente il loro lavoro produrrà abbondanti e buoni frutti. Sappiate che, insieme a voi, altre religiose di diversi continenti, non permetteranno che mettano a tacere la vostra voce. Ma se vi metteranno a tacere per decreto, noi faremo di questo decreto un motivo per continuare a combattere per la dignità umana e la libertà che ci costituisce. Continueremo in molti modi, annunciando l'amore al prossimo, come la chiave della comunione umana e cosmica, presente nella tradizione di Gesù di Nazaret e in molte altre.

Seguiteremo  tessendo insieme nel nostro momento storico un pezzo più grande della  storia di affermazione della libertà,il diritto ad essere differenti   e pensare in modo diverso e tutto questo cercando di non avere paura di essere felici.


(traduzione di Lia Di Peri)