di Rita Laura Segato*
Per poter iscrivere il reato di " femminicidio"nel lessico della legge sono necessari due requisiti.
Il primo è quello di identificare una dimensione generica e sistematica completa di questi crimini, e il secondo ,il compito di ridefinire la guerra dai nuovi scenari bellici che si moltiplicano nel mondo contemporaneo.
La prima dimensione risponde all'imperativo della sistematicità e carattere generico che richiede la definizione del reato nel Diritto Penale Internazionale, per poter accogliere il concetto di "femminicidio" come " l'insieme di violenze rivolte specificatamente all'eliminazione delle donne, per la loro condizione di donne". Questo sarà possibile solo, come ho sostenuto in precedenza (Segato 2006 e 2007), se saremo in grado di:
1. accedere cognitivamente al fatto che sebbene il mezzo dell'aggressione è sessuale, la sua finalità non è di ordine sessuale, ma dello sterminio o eliminazione di una categoria o genere di persone;
2. fondare la sua "impersonalità" caratterizzando la sua dimensione soggettiva in termini di un'intenzione generica e non personalizzabile, sia in relazione ai motivi e personalità dell'aggressore sia in relazione alla sua vittima.
Dobbiamo cioè sviluppare una strategia retorica per convincere i giudici, i pubblici ministeri e la gente che i femminicidi sono un reato contro il genere.
Un problema sorge, pertanto,come motivo per un dibattito tra le fila dei femminismi: dobbiamo includere nella categoria femminicidio tutti gli omicidi di donne, sia domestici, sia seriali, sia quelli che ho denominato "pubblici" o dobbiamo selezionare specificamente i "pubblici"affinché la categorizzazione possa essere efficace? Naturalmente è possibile sostenere che,tutti e ognuno dei crimini di genere hanno una dimensione di impersonalità e antagonismo generico che proviene dalla struttura del potere gerarchico e patriarcale.
Questa struttura che chiamiamo " relazioni di genere"è per se stessa, violenta-genica e potenzialmente genocida, per la supremazia della posizione maschile, l'unica che deve essere riprodotta e potenzialmente genocida per la posizione privilegiata del maschile, che esercita più dimensioni di dominio in forme intrecciate: sessuale, intellettuale,economica, bellica. Questo fa sì che la mascolinità come attributo,comprovata e ribadita ciclicamente (e, per garantire questo fine, quando la posizione di dominio appare minacciata da un comportamento che può nuocerle), sospende l'emozionalità individuale e l'affetto che può esistere in un rapporto tra un uomo e una donna nel vincolo "amoroso". Il ricorso all'aggressione, pertanto, anche in ambito domestico,implica la sospensione di qualunque altra dimensione personale del legame,per dar vita al suo mandato di dominio. Ed è questo che ci fa dubitare insieme a Katherine MacKinnon, che per il genere esistano " tempi di pace. 3
Tuttavia,a meno di sfoggiare una capacità retorica, finora sconosciuta, sarà difficile nel nostro lavoro convincere in questa direzione. D'altra parte,anche a volere includere questi crimini familiari nella categoria giuridica del "femminicidio"provandone il carattere impersonale e sistemico,dovrebbe essere chiesto - per raggiungere la necessaria efficacia investigativa - protocolli dettagliati e in grado di acquisire informazioni differenziati per identificare gli autori - tipo ( domestico-coniugale, sociopatici seriali e sistemici di tipo impersonale).
Pertanto,penso ad una più efficace selezione delle caratteristiche per tipificare il reato di femminicidio, che possa caratterizzarlo agli occhi del senso comune (patriarcale) dei giudici, procuratori e il pubblico come un reato comune, sistematico, impersonale.
Il secondo elemento da prendere in considerazione sono i cambiamenti degli scenari bellici nel mondo di oggi. Una più accurata discriminazione della categoria "femminicidio"come un particolare tipo di crimine di sterminio contro le donne diventa evidente nei cambiamenti delle pratiche belliche e delle conseguenze per i corpi delle donne. Occorre pertanto capire e rappresentare le rotture storiche nel campo dei conflitti.
Le nuove forme di guerra, descritti come non convenzionale, di terza o quarta generazione, informali, non contemplano né uniformi, né distintivi o bandiere, né territori di Stato definiti,né rituali e cerimonie di vittoria e sconfitta e queste ultime sono sempre provvisorie ed instabili. I gruppi che si scontrano in questo nuovo tipo di guerra sono bande, fazioni, gruppi tribali, mafia e forze para-statali e statali di vario tipo.
Il diritto internazionale dovrà contemplare i crimini di guerra che questo di scontro bellico genera, in particolare le forme sistematiche di aggressione al corpo delle donne, che abitano le giurisdizioni in disputa. Ciò che accade in questo tipo di scenario non è l'annessione o l'occupazione dei corpi delle donne, come parte dei territori conquistati,ma la sua tortura e distruzione.
In queste guerre di bassi livelli di formalizzazione, sembra diffondersi un codice: l'affermazione della letalità delle fazioni in lotta in quello che ho chiamato "la scrittura sul corpo delle donne", 4 in forma generica e per la sua associazione con la giurisdizione nemica, come documento efficace dell'effimera vittora sulla morale dell'antagonista.
Perché sulle donne e attraverso le forme sessualizzate di aggressione? Perché è con la violenza esercitata per via sessuale che si afferma la distruzione morale del nemico,quando non può essere rappresentato dalla firma pubblica di un documento formale di resa.In questo contesto, il corpo femminile è il telaio o il supporto nel quale si scrive la sconfitta morale del nemico. È necessario ricordare e ribadire che questi non sono crimini sessualmente motivati, come i media e le autorità insistono sempre per banalizzare le pratiche, ma crimini di guerra,di una guerra che deve essere urgentemente ridefinita.
Concludo ribadendo la convinzione che è necessario elevare la categoria del femminicidio al rango equivalente del "genocidio".5
Per questo si rende necessario fare uno sforzo per chiarire questa categoria. Precisarla significa assumere il requisito dell'impersonalità che ci consente di evidenziare giuridicamente l'intenzione di uno sterminio delle donne per il solo fatto di esserlo, come gruppo,come categoria, come genere di ordine sessuale.
* Docente del Consiglio Nazionale di Ricerca Scientifica e Tecnologica del Brasile
NOTE
(Libera traduzione di Lia Di Peri)
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domenica 26 maggio 2013
mercoledì 22 febbraio 2012
" In Europa c'è il Femmi-Genocidio da parte della Tratta."
L'accademica argentina Rita Laura Segato, che ha coniato il termine femmigenocidio, riferito a determinati omicidi di donne per motivi di genere, avverte che questo crimine cresce in modo allarmante. E' a Madrid per tenere un corso.
Tra nervosismo,timidezza e stanchezza, Rita Laura Segato ha concesso una recente intervista appena giunta a Madrid. In questi giorni partecipa al corso " Femminicidio e conflitto armato: verità, giustizia e risarcimento contro l'impunità" che si svolge alla Casa Encendida. Mancano pochi minuti alla presentazione di " Femmigenocidio: territorio, sovranità e crimini di seconda classe", ma la nevralgia che l'ha colpito durante il lungo viaggio dall'Argentina non le lascia tregua.
Maria Rita Segato è professora di Antropologia e Bioetica della Cattedra UNESCO dell'Università di Brasilia ( Brasile) e membro del Consiglio Nazionale per la Scienza e la Tecnologia del Brasile. Promotrice del termine "femmigenocidio", ne parla in questa intervista oltre a esprimersi sulle leggi, giustizia e Stati,sulle donne che subiscono la violenza nei modi più impensabili.
Definisce il Femminigenocidio come quei" crimini che comportano la distruzione del corpo delle donne con mezzi sessuali, la tortura sessuale fino alla morte, compiuta da molteplici violentatori e la tratta come una forma di rapina e predazione del corpo delle donne" Per questo afferma categoricamente e in opposizione a coloro che sostengono che in Europa non esistono i femminicidi,che la Tratta delle persone a fini di sfruttamento sessuale sia pre-dominante nel nostro Continente,ma in realtà, " anche Europa ci sono i femminigenocidi".
Durante la conversazione, evidenzia un momento cruciale per la sua vita professionale: il suo rapporto con il (ex) giudice Baltasar Garzón. Quando l'Università di Quilmes,in Argentina ha consegnato la laurea Honoris Causa al giudice Garzon, la Segato è stata d'accordo. Fu sotto la direzione di Garzon che venne pubblicato il suo saggio sui Diritti Umani " Le strutture elementari della violenza". In seguito fu invitata da Baltasar Garzon come relatora nel 2003 ad un Corso di Verano " E lì incontro Ciudad Juarez: fu l'intervento del giudice Garzon che mi ha portato a Ciudad Juarez”, ricorda Rita Laura Segato visibilmente emozionata " è stato deplorevole ciò che è successo a Garzon. Non dico che fosse un giudice perfetto, ma il giudizio contro di lui è una vergogna mondiale per la Spagna".
I CRIMINI DI CIUDAD JUAREZ SONO INCOMPRENSIBILI, NON OBBEDISCONO AI MOTIVI PIU' NOTI DEI CRIMINI DI GENERE.
Dopo l'incontro con la città messicana, ha lavorato con le organizzazioni e associazioni delle donne, soprattutto con " Nuestras hijas de regreso a casa”, l'organizzazione guidata da Norma Andrade, che recentemente è stata costretta a lasciare Ciudad Juarez dopo l'ennesima aggressione nel Distretto Federale.
I saggi " La scrittura sul corpo delle donne assassinate a Ciudad Juarez" sono il frutto della ricerca di Rita Segato durante quel periodo.
Sebbene Ciudad Juarez non è il posto del mondo dove vi è più femminigenocidio, l'antropologa sottolinea l'importanza dell'attivismo che fatto sì, che per la prima volta, questi crimini fossero posti all'attenzione mondiale, "ma anche altrove, come nel El Salvador, Guatemala e Honduras i numeri sono allarmanti", ha dichiarato.
LE FORZE PATRIARCALI SONO ASSOLUTAMENTE FUNZIONALI AL CAPITALISMO
Tuttavia, nonostante il lungo cammino, Rita Laura Segato si dimostra ottimista, quanto al futuro di questi omicidi; ritiene che la visibilità e il numero di questi "crimini di massa e genocidi contro le donne" stiano toccando la sensibilità di molta gente,comprese quelle che sono in grado di avanzare proposte a livello internazionale. Però c'è un grosso ostacolo in questo cammino per l'accettazione del femminigenocidio: l'immaginario collettivo, " c'è una pressione in questo immaginario che tende a privatizzare tutti questi crimini sessualizzati contro le donne".
L'antropologa ritiene che questo tipo di reati non siano motivati sessualmente " ma " vengono realizzati con mezzi sessuali, la cui paternità è legata al potere". Secondo l'antropologa questi crimini sono vincolati all'economia e alla politica e l'immaginario collettivo fa fatica a crederlo". E' necessario dare una dimensione politica ed economica a questi crimini ", conoscere come sono associati al tardo capitalismo che sta esacerbando la crudeltà e la rapina in relazione al corpo delle donne", ha aggiunto.
ASSOCIAZIONE DELLE DONNE DEL GUATEMALA
Il seminario al quale partecipa Rita Laura Segato è coordinato dall'attivista impegnata nella denuncia internazionale del femminicidio in Guatemala e nativa di questo paese, Mercedes Hernández. Collaborano la Delegazione del Governo per la Violenza di Genere e l'Associazione delle Donne del Guatemala. Si aggiungono le presenze delle teoriche, Rosa Cobo ( "La politica sessuale e la violenza estrema contro le donne"), Victoria Sanford ("Dal genocidio al femminicidio, istituzionalizzazione della politica di sterminio"), Luz Mendez ("La memoria delle donne Maya sopravvissute alla violenza sessuale durante il conflitto armato e la ricerca della verità, la riparazione e la giustizia ") e Carlos Castresana (" Crimini transnazionali e la lotta contro l'impunità ").
Per tre giorni, sessanta persone (la maggior parte donne) parteciperanno al Corso, che sarà esteso al pubblico con una tavola rotonda, oggi, 22 febbraio alle 18:30.
L'associazione delle Donne del Guatemala è un'organizzaione femminista,non governativa senza fini di lucro che lavora per una reale ed effetiva uguaglianza e per l'eliminazione della violenza di genere in tutte le sue forme e in particolare per i femminicidi.
Promuove inoltre la difesa e promozione dei Diritti Umani con prospettiva di genere e interculturalità, denuncia le violazioni dei Diritti Umani delle donne, rafforza la presenza sociale delle donne attraverso l'empowerment, promuove e supporta processi di formazione e di istruzione, gestisce e canalizza risorse per la realizzazione dei progetti di cooperazione per lo sviluppo in America Latina, sostiene il popolo guatemalteco e latino che vive in Spagna e visibilizza la situazione delle donne in Guatemala attraverso flussi informativi.
Feminicidio.net
traduzione di Lia Di Peri
Tra nervosismo,timidezza e stanchezza, Rita Laura Segato ha concesso una recente intervista appena giunta a Madrid. In questi giorni partecipa al corso " Femminicidio e conflitto armato: verità, giustizia e risarcimento contro l'impunità" che si svolge alla Casa Encendida. Mancano pochi minuti alla presentazione di " Femmigenocidio: territorio, sovranità e crimini di seconda classe", ma la nevralgia che l'ha colpito durante il lungo viaggio dall'Argentina non le lascia tregua.
Maria Rita Segato è professora di Antropologia e Bioetica della Cattedra UNESCO dell'Università di Brasilia ( Brasile) e membro del Consiglio Nazionale per la Scienza e la Tecnologia del Brasile. Promotrice del termine "femmigenocidio", ne parla in questa intervista oltre a esprimersi sulle leggi, giustizia e Stati,sulle donne che subiscono la violenza nei modi più impensabili.
Definisce il Femminigenocidio come quei" crimini che comportano la distruzione del corpo delle donne con mezzi sessuali, la tortura sessuale fino alla morte, compiuta da molteplici violentatori e la tratta come una forma di rapina e predazione del corpo delle donne" Per questo afferma categoricamente e in opposizione a coloro che sostengono che in Europa non esistono i femminicidi,che la Tratta delle persone a fini di sfruttamento sessuale sia pre-dominante nel nostro Continente,ma in realtà, " anche Europa ci sono i femminigenocidi".
Durante la conversazione, evidenzia un momento cruciale per la sua vita professionale: il suo rapporto con il (ex) giudice Baltasar Garzón. Quando l'Università di Quilmes,in Argentina ha consegnato la laurea Honoris Causa al giudice Garzon, la Segato è stata d'accordo. Fu sotto la direzione di Garzon che venne pubblicato il suo saggio sui Diritti Umani " Le strutture elementari della violenza". In seguito fu invitata da Baltasar Garzon come relatora nel 2003 ad un Corso di Verano " E lì incontro Ciudad Juarez: fu l'intervento del giudice Garzon che mi ha portato a Ciudad Juarez”, ricorda Rita Laura Segato visibilmente emozionata " è stato deplorevole ciò che è successo a Garzon. Non dico che fosse un giudice perfetto, ma il giudizio contro di lui è una vergogna mondiale per la Spagna".
I CRIMINI DI CIUDAD JUAREZ SONO INCOMPRENSIBILI, NON OBBEDISCONO AI MOTIVI PIU' NOTI DEI CRIMINI DI GENERE.
Dopo l'incontro con la città messicana, ha lavorato con le organizzazioni e associazioni delle donne, soprattutto con " Nuestras hijas de regreso a casa”, l'organizzazione guidata da Norma Andrade, che recentemente è stata costretta a lasciare Ciudad Juarez dopo l'ennesima aggressione nel Distretto Federale.
I saggi " La scrittura sul corpo delle donne assassinate a Ciudad Juarez" sono il frutto della ricerca di Rita Segato durante quel periodo.
Sebbene Ciudad Juarez non è il posto del mondo dove vi è più femminigenocidio, l'antropologa sottolinea l'importanza dell'attivismo che fatto sì, che per la prima volta, questi crimini fossero posti all'attenzione mondiale, "ma anche altrove, come nel El Salvador, Guatemala e Honduras i numeri sono allarmanti", ha dichiarato.
LE FORZE PATRIARCALI SONO ASSOLUTAMENTE FUNZIONALI AL CAPITALISMO
Tuttavia, nonostante il lungo cammino, Rita Laura Segato si dimostra ottimista, quanto al futuro di questi omicidi; ritiene che la visibilità e il numero di questi "crimini di massa e genocidi contro le donne" stiano toccando la sensibilità di molta gente,comprese quelle che sono in grado di avanzare proposte a livello internazionale. Però c'è un grosso ostacolo in questo cammino per l'accettazione del femminigenocidio: l'immaginario collettivo, " c'è una pressione in questo immaginario che tende a privatizzare tutti questi crimini sessualizzati contro le donne".
L'antropologa ritiene che questo tipo di reati non siano motivati sessualmente " ma " vengono realizzati con mezzi sessuali, la cui paternità è legata al potere". Secondo l'antropologa questi crimini sono vincolati all'economia e alla politica e l'immaginario collettivo fa fatica a crederlo". E' necessario dare una dimensione politica ed economica a questi crimini ", conoscere come sono associati al tardo capitalismo che sta esacerbando la crudeltà e la rapina in relazione al corpo delle donne", ha aggiunto.
ASSOCIAZIONE DELLE DONNE DEL GUATEMALA
Il seminario al quale partecipa Rita Laura Segato è coordinato dall'attivista impegnata nella denuncia internazionale del femminicidio in Guatemala e nativa di questo paese, Mercedes Hernández. Collaborano la Delegazione del Governo per la Violenza di Genere e l'Associazione delle Donne del Guatemala. Si aggiungono le presenze delle teoriche, Rosa Cobo ( "La politica sessuale e la violenza estrema contro le donne"), Victoria Sanford ("Dal genocidio al femminicidio, istituzionalizzazione della politica di sterminio"), Luz Mendez ("La memoria delle donne Maya sopravvissute alla violenza sessuale durante il conflitto armato e la ricerca della verità, la riparazione e la giustizia ") e Carlos Castresana (" Crimini transnazionali e la lotta contro l'impunità ").
Per tre giorni, sessanta persone (la maggior parte donne) parteciperanno al Corso, che sarà esteso al pubblico con una tavola rotonda, oggi, 22 febbraio alle 18:30.
L'associazione delle Donne del Guatemala è un'organizzaione femminista,non governativa senza fini di lucro che lavora per una reale ed effetiva uguaglianza e per l'eliminazione della violenza di genere in tutte le sue forme e in particolare per i femminicidi.
Promuove inoltre la difesa e promozione dei Diritti Umani con prospettiva di genere e interculturalità, denuncia le violazioni dei Diritti Umani delle donne, rafforza la presenza sociale delle donne attraverso l'empowerment, promuove e supporta processi di formazione e di istruzione, gestisce e canalizza risorse per la realizzazione dei progetti di cooperazione per lo sviluppo in America Latina, sostiene il popolo guatemalteco e latino che vive in Spagna e visibilizza la situazione delle donne in Guatemala attraverso flussi informativi.
Feminicidio.net
traduzione di Lia Di Peri
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