giovedì 12 gennaio 2012

Simone, 104 anni di femminismo

da Marianny Sánchez

" Non si nasce donna,lo si diventa" dichiarò nel 1949 nella sua opera più importante : Il secondo sesso. Precursora del cosiddetto femminismo della seconda ondata, la filosofa francese Simone de Beauvoir aveva compreso giovanissima  la necessità di liberarsi dei conservatori valori borghesi perché l'autonomia delle donne si realizzasse.

A 104 anni dalla sua nascita - il 9 gennaio 1908 - l'impegno politico e di genere che ha guidato sia il suo lavoro che la sua vita, continua. Ancora oggi la sottile efficacia del sistema patriarcale rappresenta un ostacolo per la pari oppoertunità tra i sessi.

Le cifre lo dimostrano. Secondo i dati forniti dall'Organizzazione delle Naxzioni Unite, il 70% fri poveri del mondo sono donne e i due terzi dell'analfabetismo mondiale ha il nome di donna.

Allo stesso modo, le donne rappresentano un terzo della forza lavoro del pianeta,e rappresentano i quattro quinti del lavoro informale.Tuttavia, solo il 10% accedono ai conti (economici)globali  e meno dell'1% alle poprietà

Fedele seguace del patrimonio filosofico di Friedrich Engels, l'opera della Beauvoir ritorna e allo stesso tempo denuncia i limiti  di una delle idee esposte da questo  rivoluzionario tedesco: " La prima e fondamentale forma di lotta di classe è l'antagonismo tra i generi"
Lo scopo di dimostrare l'artificiosità di questo antagonismo tra uomini e donne per raggiugere la giustizia, fu il motivo che. per anni, alimentò la scrittura di uno dei saggi più importanti del XX secolo e testo fondante del femminismo contemporaneo, Il Secondo Sesso.

In esso, l'autora contrasta l'argomento dominante dell'epoca, secondo il quale, citando Sigmund Freud - la biologia è destino.

Con precisione investigativa e argomentativa, la Beauvoir distrugge ogni concetto di immanenza biologica che determina la femminilità o la mascolinità.  
E' l'esperienza vissuta,il patrimonio storico - afferma - che struttura le conoscenze degli uomini e delle donne e, quindi, il differente modo di sperimentare il mondo.
Il sesso - come concetto latente di genere - non è per l'autora il marchio differenziale che la natura inscrive nei corpi mediante la genitalità: è l'insieme delle caratteristiche economiche, politiche, sociali e argomentative che attraversano l'esistenza delle donne - e deifferentemente - degli uomini - la cui interiorizzazione le relega ad occupare il secondo posto del tessuto sociale.

" (...) Ciò che esiste concretamente non è il corpo - oggetto descritto dagli scienziati, ma il corpo vissuto per il soggetto. La femmina è una donna nella misura in cui si vive come tale" afferma la filosofa.
La sottomissione delle donne da parte degli uomini costituisce, poi,un fenomeno non naturale e non quantitativo che è stato giustificato come conseguenza della razionalizzazione delle differenze fisiologiche tra i sessi.

Che cos'è una donna? e inoltre, è davvero inferiore la donna? sono due delle domande alle quali aspira dare risposte Simone de Beavoir nella sua opera. Per questo ricorre ad Hegel e al suo concetto dinamico dell'essere " è fatto così come lo vediamo manifestarsi" Così in quanto dinamico e storico, l'essere è malleabile e mutevole secondo le possibilità esistenziali che offre la realtà.

Il presunto carattere di sesso inferiore della donna non si deve allora al suo essere, ma alla limitazione delle possibilità imposte dal sistema ideologico, sociale, economico e politico dominante, che frena la sua capacità di trascendenza, la tiene prigioniera.

Al momento della pubblicazione del saggio, la lotta femminista aveva perso molto della sua forza. Il periodo tra le due guerre mondiali aveva significato il declino del femminismo: era in un certo senso morto di successo, avendo conquistato il  diritto al voto e l'istruzione superiore, molte donne avevano abbandonato la militanza o più semplicemente avevano sottomesso la causa femminsta ad una battaglia riformista del sistema economico. Ritornava allora alla domesticità obbligatoria, propria del nazismo, i cui danni si replicavano anche dopo la caduta del regime.

Il Secondo sesso ossigenò il femminismo del dopoguerra,offrendo con un discorso di rigorosità analitica, filosofica, e scientifica, che ha permesso, partendo da lì di costruire la Teoria di Genere, ramo accademico che ha reso possibile non solo la messa in discussione delle iniquità tra uomini e donne, ma anche il disegno di politiche pubbliche con l'integrazione di genere e l'applicazione delle cosiddette " azioni positive",  misure elaborate dagli Stati per garantire la partecipazione delle donne agli spazi di potere e governabilità.

La militanza politica di sinistra con la quale si impegnò Simone de Beauvoir non fu che un conseguenza logica del suo impegno come intelletuale e rappresentante di un femminismo che non era arrivato ad dichiararsi fino al 1962.

Mantenne  sempre comunicazione costante con i movimenti socialisti e comunisti internazionali ed sottolineò la necessità di superare il modo di produzione capitalista per liberare le donne dal giogo economico che le teneva legate agli uomini con rapporti dispotici.

Come militante riconobbe la necessità di rendere l'esplicito il disagio delle donne e aprire il dibattito sul sistema patriarcale nella sfera pubblica,non di elite illuminata, ma di massa. Per questo nel 1977 fondò e assunse la direzione della rivista Questions Féministe ( Questioni Femministe), pubblicazione pioniera in materia e una delle più importanti ancora oggi.

Nella sua veste di romanziera è stata sempre presente una critica alla società borghese e una messa in discussione dell'idea egemonica della femminilità. L'ospite, I Mandarini, Tutti gli uomini sono mortali, La donna spezzata sono alcuni dei titoli che sottolineano questa tematica.

Come saggista ha pubblicato anche i testi " Il pensiero politico di destra, L'esistenzialismo e la morale del popolo, Per una morale dell'ambiguità, La vecchiaia, ecc.

Il pensiero della Beauvoir ha alimentato le elaborazioni teoriche di autore significative come Monique Wittig e, più recentemente, di Judith Buttler.

Simone de Beauvoir morì a Parigi, il 14 aprile del 1986. Sulla  sua tomba si trovano lettere delle femministe di tutto il mondo che la riconoscono come mentore e guida nella lotta al sistema capitalista e patriarcale, che iscrive  ancora oggi a lettere di fuoco, la sua sceneggiatura sui corpi delle donne.


traduzione di Lia Di Peri


martedì 27 dicembre 2011

Si chiama FEMMINICIDIO

 non "delitto passionale".






LUTTO PER STEFANIA: COMPAGNA, VITTIMA DEL SESSISMO

 http://www.officinarebelde.org/spip.php?article638

 

 

 







Daniel Rey Piuma : Il fotografo della morte

Le 130 scarne fotografie sui " voli della morte" e i documenti dei servizi segreti dell'Uruguay consegnati pochi giorni fa dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani al giudice federale argentino, Jorge Torres, non sono solo un caso. Il materiale trovato dal segretario della Commissione,Santiago Canton, esiste perché trent'anni fa il marinaio Daniel Rey Piuma disertò e denunciò al mondo la verità sui corpi "apparsi" lungo la costa uruguayana.

Daniel Rey Piuma è tuttora esule in Olanda. Solo sette volte è tornato nel suo paese da quell'ottobre del 1980, quando, con centinaia di negativi cuciti dentro i vestiti attraversò la frontiera con il Brasile e lasciò una madre, una famiglia, una vita. La sua testimonianza fu pubblicata in un libro ' Un marinaio accusa', che commosse le organizzazioni internazionali dei diritti umani con la sua documentata denuncia su ciò che era accaduto nel Rio della Plata.

Nel 2007 Rey Piuma si recò a Montevideo per testimoniare davanti al giudice Luis Charles e alla procuratora Mirtha Guianze nel processo dei " terzi trasportati" che portò in prigione  il dittatore Gregorio Alvarez, il capitano della nave Juan Carlos Larcebeau ed  alla fuga di Jorge Triccoli. Nella sua testimonianza Rey Piuma spiegò  l'uso sistematico della tortura usata in Marina e indicò i nomi dei principali responsabili che per la maggior parte non sono stati ancora processati.

Rey Piuma aveva lavorato tra il 1977 e il 1980 presso la Direzione dell'Intelligence della Prefettura Nazionale Navale(Dipre) e aveva raccolto documenti e prove sulla verità di quei corpi che il mare aveva ridato e che le autorità della dittatura uruguayana ( che collaborava con quella argentina) presentava come persone di origine asiatica organizzatrici di un ammutinamento in pescherecci in oltremare.. un ammutinamento che, a quanto pare, si pèrotrasse per anni.

Nella sua denuncia, Rey Piuma, accusa gli ufficiali  più il personale subalterno.
Tutti questi potranno essere coinvolti prossimamente in un processo per tortura che presenteranno le vittime.


In contatto con l'Olanda

la voce di Rey piuma è angosciata. Ci siamo scambiati messaggi su Internet ed ha accettato di rendere pubblico ciò che ha provato quando i mass-media internazionali hanno mostrato le immagini della documentazione fornita dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) consegnata al giudice Torres di Buenos Aires.
Un pò di rabbia per l'ignoranza sull'origine di questo materiale, ma ancora più rabbia per il tempo trascorso, quando tutto era già stato archiviato in Uruguay... e un pò di speranza per coloro che hanno sofferto in tutti questi anni.

Da quanto tempo aspettavi questo momento?

Da tanto... dal settembre del 1977,sottraendo e copiando documenti, registrando le torture,conducendo una doppia vita tutto il giorno. Nell'ottobre del 1980 scappai dal paese. Ho trascorso tre mesi in Brasile cercando di sfuggire ai servizi segreti argentini, brasiliani, uruguayani. Sono arrivato in Olanda il 22 dicembre del 1980,invitato dalla corona olandese.

Nel gennaio del 1981 ho comprato la mia prima macchina da scrivere ed ho cominciato a battere il mio rapporto in una città chiamata Berg aan Zee, nel nord dell'Olanda. Nel marzo dello stesso anno ho lavorato  con Amnesty International, a Londra e con la Colarch a Bruxelles. attraverso incredibili e complicate trame ho presentato finalmente la mia relazione nel novembre del 1982 alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani.

La tua denuncia ha avuto un grande impatto internazionale, poi...
Prima di quel momento avevo lavorato anche con il Sijau e con la lega dei giuristi democratici e altri. Il presidente della CIDH dichiarò nella sessione plenaria della Commissione, che il mio rapporto era la documentazione più completa e minuziosa finora ricevuta. Poi, alla fine della sessione, in una conferenza stampa, vennero dei teppisti armati che mi minacciarono di morte. Da allora, mi sono sempre guardato le spalle, così come un profugo, incluso soffrire di malattie.

Ho pensato, ingenuo come sono, che alla fine della dittatura, la macchina della giustizia si sarebbe messa in moto. Nel 1987, per intervento di Raul Sendic è stato pubblicato il mio libro. Non v'era altra intenzione che quella di stimolare affinché si indagasse sulle torture nella marina uruguayana e sull'origine di quei corpi trovati lungo le coste del nostro paese. Dopo una carriera professionale piena di successi - il direttore dello studio grafico più grande di Amsterdam, docente presso la Facoltà di Utrech- mi fece iniziare una terapia con vari psicologi che mi diagnosticarono un PTS ( Post Traumatic Stress Syndrome). Fino ad ora...
 

- Il tuo ritorno in Uruguay è stato quasi clandestino

In 34 anni sono stato in Uruguay solo sette volte, tre delle quali attraverso altri paesi e, ogni volta, che ritorno nel mio paese devo essere armato.

- Pochi anni fa hai viaggiato e testimoniato davanti alla giustizia uruguayana nella causa per la quale è ora in carcere Goyo Alvarez, adesso, il tuo rapporto davanti alla Commissione Interamericana è stato consegnato in mano alla giustizia argentina. Non erano questi gli obiettivi?

 
Tutto quello che sta succedendo in questo momento mi stordisce un pò. Mi dona un pò di speranza, ma allo stesso tempo mi acceca di rabbia e di impotenza. Nessuna delle lacrime versate da mia madre, tre giorni prima della mia partenza, baciandomi i piedi, perché non anadassi in esilio, vale la pena davanti all'apatia e indifferenza di coloro che, conoscendo questi documenti da molto tempo, non hanno mai fatto nulla. Io l'ho fatto per i nostri compagni, per mio zio scomparso, Carlo Arevalo e, perché no, per mia madre.


Cosa ti aspetti che accada adesso?

Spero che i compagni assassinati e le loro famiglie trovino pace.
Spero che non mi facciano visita con tanta frequenza, alcune notti, nella stanza degli ospiti dove mi rifuggio quando sono stanco di scaricare lo zaino e cerco di riposare.
Spero che dopo averli abbracciati e curati durante questi anni - come un padre con i suoi figli, come un fratello maggiore , come una madre gelosa e arrabbiata, li possa lasciare.
Spero che anch'essi mi liberino, affinché io possa per la prima volta nella mia vita,ballare. Non l'ho mai fatto, perché essi non potevano più farlo.
Spero di poter credere che, l'uomo, l'essere umano sia capace di amministrare la giustizia.
Spero che si possa insegnare ai bambini che la giustizia è possibile se noi tutti la vogliamo.
Spero che negli ultimi cinque secondi della ia vita - se sarò cosciente - sia ancora convinto che per tutto ciò che ho vissuto e perduto in questa causa  sia valsa la pena.


elmuertoquehabla.


(traduzione di Lia Di Peri)




denudata e con i seni bruciati dalla fiamma ossidrica













sabato 17 dicembre 2011

Voci dal Monzambico

 " Voci dal Monzambico"diretto da  Susana Guardiola e Françoise Polo.
Un lungometraggio che recupera le radici del passato per ricostruire un presente, Candidato al premio Goya, 2012, dell'Accademia delle Arti e Scienze Cinematografica di Spagna.

" Voci dal Monzambico riscatta la voce delle donne africane, che lottano quotidianamente per lo sviluppo dell'Africa. 
Cinque storie che rappresentano il ciclo della vita delle donne. E' l'ombra del mito reincarnato in ognuna di esse:
Josina Machel,prima eroina e guerrigliera monzambica, che lottò per l'indipendenza e i diritti della donna.
Donne che continuano rivendicando uno spazio di voce facendo propria la lotta di Josina.

voces desde mozambique


martedì 13 dicembre 2011

Le donne di fronte alla reazione patriarcale . " Verso una nuova politica sessuale"

Il libro, forse, non arriverà mai da noi. Mi interessava far rilevare l'approccio complessivo di temi e argomenti che generalmente vediamo argomentati  separatamente o marginalmente.O, spesso, non trattati.


Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito come spettatori passivi allo smantellamento dei nostri Stati, sia politicamente che economicamente.
Negli ultimi anni,questa strategia del sistema capitalista si è presentata più dura davanti a nostri occhi. Una strategia malamente chiamata " crisi del capitalismo" dato che si tratta di un'alleanza di più poteri economici a livello mondiale che ha causato una crisi profonda nel modello di società e del welfare che era stato costruito.

In questo contesto di smantellamento dello Stato, si osserva l'esistenza di un grande silenzio, su come influenzuerà e influenza la lotta per la parità tra donne e uomini, occorre chiedersi allora,la natura di questi cambiamenti e gli effetti sulle donne.

Questo è l'inizio del nuovo libro della professora di sociologia dell'Università della Coruña, Rosa Cobos*" Verso una nuova politica sessuale. Le donne davanti alla reazione patriarcale" nel quale mostra che uno degli effetti più categorici dei programmi di aggiustamento strutturale è la crescita del lavoro domestico non retribuito delle donne. Questo è il risultato diretto dei tagli alle prestazioni sociali da parte dello Stato, la rinuncia a quelle funzioni ( tra le altre,  salute, o alimentazione) che ricadono immancabilmente sulla famiglia e nuovamente sono assunte dalle donne.

Anche le politiche macroeconomiche hanno un'influenza significativa sul lavoro non retribuito e sulle condizioni di vita delle donne. Il sistema fiscale, le politiche monetarie e del cambio influiscono sulle condizioni materiali di queste. A tutto questo si aggiunge che le donne lavorano di più e in condizioni peggiori, ed essendo uno dei settori di popolazione più povera sono quelle che più hanno beneficiato dei programmi sociali e perciò sono quelle che più accusano le misure di aggiustamento strutturale, dal momento che a questi servizi vengono applicati i tagli nei bilanci nazionali.

I risultati di queste politiche economiche hanno un impatto immediato e visibile sulla vita delle donne e lo Stato  che ridefinisce ed amplia il "privato" per così rende così invisibili i costi del trasferimento dall'economia retribuita a quella non retribuita. La necessità di estendere il salario per poter far fronte alle necessità fondamentali quasi sempre comporta un aumento del lavoro domestico: più necessità di cucinare o cambiamenti nelle abitudini di acquisto, tra le altre cose. Il lavoro invisibile delle donne aumenta ogni volta che lo Stato non riesce a svolgere le funzioni relative alle prestazioni sociali, visto che sono le donne quelle che sostituiscono lo Stato.

Un altro aspetto negativo che questa sociologa mostra nel suo libro è l'ambigua inclusione delle donne nel mercato del lavoro globale. Ci dimostra come i nuovi sistemi di produzione flessibile, consistenti in un rapido cambiamento di una linea di produzione, richiedono un nuovo profilo di lavoratori/ trici. Devono essere persone flessibili,in grado di adattarsi ai rapidi cambiamenti, che possono essere facilmente licenziati, che siano disposti a orari di lavoro irregolari, ecc. Questo segmento del mercato lavorativo si sta trasformando in forza lavoro eterogenea, flessibile e temporanea, lavoratrici/tori senza posto fisso, mal pagate, con impiego a tempo parziale, lavoratrici/tori a domicilio, lavoratrici/tori a contratto per le piccole aziende semi-informali che si incaricano delle parti decentralizzate dei settori dominanti, ecc.

In tutti i paesi si tende alla deregolamentazione del mercato del lavoro, eliminando le norme di protezione e istituzionali con la scusa che sono ostacoli alla flessibilità e competitività.

Il mercato globale del lavoro mostra una crescente differenziazione tra uno strato di lavoratori,maggiormente uomini,altamente qualificati e con alti redditi e una "periferia" crescente, sempre più rappresentata da donne e migranti con occupazioni non permanenti, a contratto,sotto precarie condizioni lavorative e con un reddito basso ed instabile. In quasi tutte le regioni del mondo, la partecipazione delle donne sul mercato è aumentata, ma le condizioni sotto le quali si inseriscono in quel mercato sono sfavorevoli.
Il libro mostra anche da casi e circostanze concrete, come la globalizzazione, nella sua versione economica e neo-liberale sia un processo  che va sempre più approfondendo il divario tra ricchi e poveri e sta portando al limite la logica del profitto al di sopra di ogni progetto etico e politico di sviluppo umano. In questo contesto di vincitori e vinti, le donne non sono tra i vincitori, perché la loro inclusione nella nuova economia si attua in una zona segnata dalla disuguaglianza di genere.

Il capitalismo neo-liberale sta rinnovando il patto storico e inter-classista con il patriarcato a partire da alcuni nuovi termini.Sta eliminando una gran parte delle clausole,ma lascia intatto il nucleo di tale accordo che si traduce nella sottomissione agli uomini e allo sfruttamento capitalista e patriarcale. Sta gradualmente scomparendo la figura dell'uomo come fornitore economico della famiglia, ma appare una nuova figura, la "fornitrice frustrata" E' la donna che si inserisce nel mercato lavorativo globale, intrappolata in una giornata senza fine, a causa dell'aumento del lavoro domestico gratuito e invisibile ed ora, accede anche,al mercato del lavoro come lavoratrice " generica", flessibile, con la capacità di adattarsi a orari e compiti diversi, sostituta di un'altra che non accetta le condizioni di super-sfruttamento. Due sistemi egemonici - patriarcato e capitalismo neo-liberista- secondo l'autora- hanno patteggiato nuovi e più ampi spazi di lavoro per le donne, che si concretizzano nella rinnovata subordinazione agli uomini e nuove aree di sfruttamento economico e domestico.
In aggiunta a quanto sopra esposto,  troviamo nel libro, un tema che viviamo la maggioranza delle donne nei nostri paesi: la riflessione  sui rapporti tra  differenti culture. Negli ultimi decenni si sono intensificati i dibattiti e le discussioni suule relazioni tra le diverse culture. Il multiculturalismo, lo scontro di civiltà, il dialogo transculturale o la interculturalità, sono diventati oggetto di ricerca  e di discussione politica. La migrazione, l'informazione globalizzata,la povertà o i crescenti processi di uniformità culturale sono fenomeni sociali che stanno alimentando questo dibattito.

L'autora afferma che si sta producendo un rafforzamento delle identità culturali e di altre minoranze come risposta resistente ad una globalizzazione, che sembra voler eliminare qualunque specificità culturale e qualsiasi soggetto collettivo critico. E si interroga sul ruolo che giocano le donne all'interno delle culture e ciò che queste culture chiedono alle donne in esse inserite.

Secondo Rosa Cobos è un fatto che viviamo in una società multiculturale e che le donne sono la rappresentazione metaforica della cultura e su di esse cade il peso di difendere la sopravvivenza della comunità culturale. Esse sono le depositarie della tradizione  e le guardiane dell'essenza culturale. Pertanto risulta importante distinguere tra le pratiche culturali che devono essere rispettate  e protette  da quelle altre che devono essere demolite. Qui il femminismo, per l'autora, è una voce autorevole al momento di rilevare i limiti legittimi della tradizione.

Un altro punto che trova eco nel libro è come perdura, compresa la sua rivitalizzazione, la violenza sessuale. L'autora dichiara che la situazione delle donne è di grande ambivalenza, perché in gran parte del mondo, le donne hanno conquistato formalmente diritti individuali facendone anche uso. L'accesso a forme di indipendenza economica e di autonomia personale hanno permesso ad esse di negare qualche privilegio maschile all'interno delle sue relazioni familiari e di coppia. Le relazioni tra uomini e donne da una prospettiva micro-sociale sono cambiate significativamente in molte parti del mondo.
Ma la reazione del patriarcato si percepisce oggi, vedendo forme inedite di violenza, dal come i settori più intolleranti e fanatici delle società patriarcali stanno rispondendo con inusitata virulenza. Solo così può essere inteso il femminicidio o il diffondersi dello sfruttamento della prostituzione fino al punto di diventare la seconda o terza fonte dei profitti, dopo il commercio di armi e droga nel mondo. O, forse, afferma l'autora, tutto ciò è possibile perché in questo processo di riarmo ideologico del capitalismo e di riarmo ideologico del patriarcato, si sta verificando un processo di re-naturalizzazione della diseguaglianza. La prova di ciò è quel trasmettere attraverso tutti i livelli e mezzi di socializzazione e mediatici, l'iidea che la diseguaglianza è parte della condizione umana.
Sta guadagnando forza il concetto che la diseguaglianza non ha a che vedere con i processi sociali e politici, né con le strutture di dominio,né con il sistema egemonico, ma che la disegualglianza è parte ed è inerente all'esistenza umana.
Questa reazionaria forma di pensare si installa tra noi in modo totalmente silenzioso e sotterraneo, così da rendere possibile la perdita o la riduzione dei diritti lavorativi duramente conquistati o inserire la migrazione come cittadinanza di seconda o terza categoria.
In questo contesto che si sta diffondendo la perversa idea che la prostituzione è una pratica sociale neutra e un lavoro come un altro che non ha alcun rapporto con il patriarcato.

Questo libro dà voce e illumina sul come i cambiamenti che si stanno verificando nelle nostre società in base a questo nuovo dominio capitalista-patriarcale che ha un impatto diretto sulle condizioni di vita, libertà e uguaglianza delle donne. Ci mette in guadia su come l'ideologia della disuguaglianza i stabilisce nella composizione della nostra ssocietà e le conseguenze che ciò comporta.


Professora di Sociologia di genere presso l'Università di A Coruña, fondatora e direttora del Seminario Interdisciplinare di Studi Femministi della stessa Università, tra il 200o e il 2003.
(...)

Editoria Los libros de la Catarata
240 páginas
Formato: 13,5x21 cm
ISBN: 978-84-8319-602-1
Ref: 1CM365


(traduzione di Lia Di Peri )

domenica 11 dicembre 2011

Donne " conservate" all'orbitorio di Juarez

" Hanno tardato molto per decidersi e consegnarla" ha dichiarato nei corridoi della Procuda di Stato una funzionaria pubblica riferendosi al corpo di Adriana Sarmiento Enriquez, scomparsa a Ciudad Juarez, il 18 gennaio 2008. Le autorità locali avevano tenuto il cadavere della ragazza nelle strutture di Medicina Legale per  tutto questo tempo" senza precisare come e, perché, non avessero informato i  familiari

Adriana aveva 15 anni quando fu sequestrata. Lei e la sua amica Griselda  stavano ritornando a casa in autobus. Griselda era scesa due isolati prima di arrivare al centro città dove vive tuttora. Adriana continuò sola, come tutti i giorni, a due isolati più in là sull'autobus, a camminare poi, per un isolato lungo la strada Francisco Javier Mina, per prendere un secondo autobus fino alla colonia Mariano Escobedo dove viveva con i suoi genitori.A casa non arrivò mai. In quel tratto dove sarebbe stata per soli 12 minuti prima di prendere il secondo trasporto,scomparvero altre tre donne giovani e in momenti diversi, due delle quali uccise e tenute all'orbitorio e un'altra identificata  in un programma televisivo a Los Angeles, California, senza dire nulla sulla sua sorte.

La madre di Sarmiento pubblicò in diversi siti digitali la scomparsa della figlia, aiutata da migliaia di richieste per il centro città. Tuttavia, è stata completamente distrutta dal dolore e non potè continuare  insieme alle altre madri che si sono organizzate per continuare a cercare le loro figlie.

Cadaveri conservati per  anni

" Il corpo di Adriana Sarmiento potrebbe essere stato tenuto all'orbitorio per più di un anno" ha dichiarato una fonte a giornale Los Angeles Press e conservato come anonimo per sicurezza. Così è stato  nel caso di Gabriela Rivas Campos, 16 anni, scomparsa nel febbraio del 2008 e uccisa lo stesso anno. Il suo corpo fu trovato al Km 57 della Valle di Juarez e tenuto all'orbitorio per tre anni fino a quando le autorità decisero di comunicarlo alla madre, il 27 settembre e del 2011,  affermando " che dovevano fare i test del DNA e confrontarli  con i campioni che avevano dato i familiari delle vittime".

Carmen Castillo, madre di Monica Liliana Delgado Castillo, ha aspettato molto meno che le autorità le notificassero e consegnassero il corpo della figlia. Monica, 18 anni, scomparsa nel gennaio del 2011.  Il corpo fu anch'esso trovato al Km 57, dal giorno in cui fu assassinata e, consegnato nove mesi, insieme a quello di Hilda Gabriela, lo stesso 27 settembre, in una conferenza stampa organizzata dalle autorità della Procura di Stato di Chihuahua, alla quale Carmen Castillo ha scelto di non partecipare.

Sono stati "conservati" anche sette corpi di donne senza identificazione e senza informare l'opinione pubblica, che erano state trovate in Loma Blanca , nella Valle di Juarez. Sono sconosciuti il tempo e le circostanze per le quali le conservano all'orbitorio,nonostante che le madri  delle scomparse continuino a cercarle, chiedendo alla Procura lo stato delle indagini.
Il corpo di Jasmine Villa Esparza è un altro di quelli conservato nella camera mortuaria. Jasmine scomparve il 3 ottobre 2010 all'età di 13 anni. Fu trovata morta nella città di Sant'Agostino, secondo quanto affermato dal Los Angeles Press, senza che si sappia con precisione quando fu trovata morta, perché è ancora nei locali della camera mortuaria  e perché non è stata consegnata ai familiari.

La madre Isela Esparza Morales, ha contestato alla Procura nel febbraio 2011,di non cercare la figlia, che " a nessuno interessava, perché non si era fatto nessun controllo". Tuttavia, non ricevette nessun aiuto e nessuna informazione  sui progressi delle indagini e il corpo della figlia poteva  essere gia, allora, all'orbitorio.

Quindici corpi in più

Recentemente, hanno trovato altri 15 corpi di donne sepolte in una fossa comune nella Valle di Juarez. Queste informazioni non ufficiali date dalle autorità, tuttavia non dicono il luogo esatto dove sono tate trovate. I corpi restano trattenuti a Medicina Legale, alcuni sono vestiti, altri nudi. L'età oscilla tra i 17 e i 20 anni. Sono corpi che presentano segni di violenza, di sadismo, alcuni violentati.

" Cercano il modo di come consegnarli" rivela la fonte, " ma sembra che vogliano trattenere i corpi , come se non volessero consegnarli. Forse, per diffondere il terrore, ma è la stessa storia del 1993, nulla è cambiato"  ha lamentato la fonte.

La Procura generale dello Stato deve molte risposte alle madri di Juarez. Per il momento le domande più frequenti sono : dove le hanno trovate? Da quanto tempo erano seppelite? Da quanto tempo si trovavano all'orbitorio? Perché le autorità nascondono le informazioni? Perché scompaiono le tracce?  Chi erano in vita questi corpi massacrati?

Los Angeles Press

(traduzione di AnitaLia Di Peri Silviano)









lunedì 5 dicembre 2011

Appello del Comitato Norma Andrade

Il Comitato NORMA ANDRADE denuncia il tentato omicidio a Ciudad Juárez contro la difensora dei diritti umani Norma Andrade,avvenuto ieri 2 dicembre.
Norma co-fondatora di Nuestras Hijas de Regreso a Casa organizzazione che sostiene le madri delle giovani donne assassinate a Juarz e madre di Lilia Alejandra assassinata nel 2001 è stata colpita da un gruppo di sicari. Norma si trova ricoverata in ospedale in gravi condizioni, anche se stabili. Essa sta dando un esempio di molta forza e dimostra la sua voglia di continuare la sua missione e di curare i figli che che LILIA ALEJANDRA le ha lasciato in custodia.

" Chiediamo ed esigiamo dal governo della repubblica messicana, da Felipe Calderon e dal governatore di Chihuahua,César Duarte di adottare tutte le misure a tutela del trasferimento della famiglia a Città del Messico e li responsabilizziamo degli eventuali danni che possano accadere durante il tragitto. Chiediamo allo stesso tempo, di fornire assistenza medica e alloggio per la famiglia.

Presto pubblicheremo il numero di conto di María Luisa García Andrade per sostenerla finanziariamente.

Il Comitato Norma Andrade

( traduzione di Anita Lia DiPeri Silviano)
Nuestras hijas de regreso a casa