domenica 9 ottobre 2011

Messico: Aumentati del 500 per cento i femminicidi - Protesta Virtuale per la giustizia per tutte le vittime del femminicidio

In quattordici anni, dal 1993 al 2007 ,Ciudad Juárez aveva una media di 33 donne assassinate ogni anno, ma in questi ultimi quattro anni si è raggiunta la  media di 200 donne assassinate, fatto che rappresenta un aumento dei femminicidi del 500 per cento - ha dichiarato Julia Monárrez ricercatrice del  Colegio della Frontera Norte in tema di femminicidi in questa regione.

La specialista ha affermato che si deve intendere per femminicidio l'assassinio di donne per il semplice fatto di essere donne commesso da un uomo in una discriminazione di genere, che dal 2008 rappresentava già un problema sociale e di sicurezza.

Le statistiche della violenza contro le donne dicono che la loro  morte è legata al narcotraffico, anche se non tutte sono coinvolte in ciò che vengono considerate vittime circostanziali.
I dati ottenuti presentano circa 47 donne assassinate ogni 100.000 abitanti, tra queste, per la maggior parte, bambine e donne madri di famiglia.

La ricercatrice ha aggiunto che dopo la risoluzione del  caso di Algodonero, con la  quale la Corte Interamericana aveva richiamato l'attenzione nel paese e dello Stato di Chihuahua, per non aver affrontato i femminicidi e le sparizioni forzate, la Corte nuovamente nel 2008, avvertì lo Stato messicano e in particolar modo Chihuahua, sul problema delle donne scomparse. Ha inoltre affermato la Monarrez che a partire dal 2008 è cresciuta in maniera tragica la scomparsa delle donne,la quale deve essere affrontata immediatamente.
Tanto più che in base ai dati si segnalano 187 casi di ragazze scomparse in tre anni,il che ha causato la richiesta delle Organizzazioni Non Governative e dei familiari attraverso proteste, compresa l'installazione di cartelloni pubblicitari nella città in cerca delle giovani disperse, allertando  così la cittadinanza di fronte all'assenza  del Governo e dello Stato messicano che è completamente disarticolato ed inefficiente a risolvere i casi, anche se è stato più volte ribadito di rendere operativo il Protocollo Alba per la ricerca delle giovani sparite in un determinato settore.

 Focalizzando l'attenzione sul tema delle donne e delle ragazze uccise dalla criminalità organizzata, la studiosa  ha spiegato che è stato difficile ottenere i dati di queste vittime  perché a  Ciudad Juarez, durante il 2010  veniva eseguita un'autopsia ogni due ore e perchè  gli uffici di medicina legale(Semefos) collasavano davanti alle questioni delle morti violente.
" Delle 454 donne -  ha spiegato la ricercatrice -  che erano state assassinate per problemi col narcotraffico ( anche se non tutte erano coinvolte in queste attività) fino all'ottobre del 2010, 21 di queste morti furono ascritte per debiti di droga, anche se  tra 15/17 furono presenze circostanziali, perché si trovavano nel posto sbagliato a momento sbagliato; ciò che  vengono chiamati effetti collaterali e che non dovrebbere esistere".

"Le donne  che vengono coinvolte nel narcotraffico, sempre ai più bassi livelli, sono per la maggior parte donne povere che vivono in quartieri emarginati e che vengono assassinate e  abbandonate in spazi pubblici".

(...)

La ricercatrice ha affermato che per potere contribuire a migliorare le prospettive ,prima bisogna capire che " la teoria femminista è molto chiara, quando ci dice che la violenza sessuale o contro le donne, non solo la troviamo negli atti sessuali che si esercitano sul corpo della donna, ma anche dalla violenza di genere e coinvolge un'ampia gamma di atti violenti diretti contro le donne per il semplice fatto di essere donne".

Dal 1993 al 2011 è stato creato  un database di conoscenza teorica sul femminicidio, che ha  permesso di costruire una tipologia degli omicidi delle donne. Uno di questi è che il femminicidio sistematico, che è stato portato a conoscenza  a livello internazionale da parte  dei familiari delle vittime e delle Ong aveva dei codici, perché erano donne economicamente emarginate e i loro omicidi portavano la stessa firma che le collegavano: avevano meno di 17 anni quando venivano sequestrate, erano torturate e i loro corpi violentati venivano abbandonati nel deserto o in lotti vuoti.
" In quel momento i femminicidi avevano un marchio  e gli assassini agivano in modo sistematico  perché avevano  un qualche nesso con la criminalità organizzata, ma adesso la situazione di violenza contro le donne che viviamo è differente"
A partire dal 2008 con l'operazione militare, notiamo che le donne che sono state assassinate dal crimine organizzato sono passate da una media di quattro a 67 e siamo così arrivati al settembre di quest'anno con 617 donne uccise...

http://www.nortedigital.mx/noticias/local/35226



PROTESTA VIRTUALE PER LA GIUSTIZIA PER  TUTTE LE VITTIME DEL FEMMINICIDIO

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C. Felipe Calderón
Presidente de México

C. Francisco Blake Mora
Secretario de Gobernación

C. César Duarte Jáquez
Gobernador de Chihuahua



RichiedendoLe  di assolvere ai suoi  ineludibili doveri di proteggere la vita e i diritti delle donne e delle bambine, così come previsto dagli strumenti dei diritti umani di cui il Messico è firmatario Le chiediamo:

Giustizia immediata per gli omicidi delle nostre compagne, le attiviste dei diritti umani Marisela Escobedo e Susana Chávez; così come per la protezione e il risarcimento dei danni necessari alle loro famiglie;

Intraprendere azioni immediate che permettano la trasformazione socio-culturale necessaria per denaturare la violenza contro le donne;

Far cessare la violenza e in particolare la violenza sessista in tutto il Paese

NO + SANGRE!

Firma e invia

(traduzione di Lia Anita Di Peri  Silviano)



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